VIGNANELLO...
Il caratteristico centro sorge a circa 369 sul livello del mare.
I primi insediamenti umani nella zona di Vignanello risalgono alla Preistoria.
In epoca etrusco - falisca l'attuale quartiere del Molesino fu sede di un attivo centro urbano, che aveva la sua necropoli nella vicina Valle della Cupa.
Il centro storico, posto su un banco di tufo, ha un tessuto edilizio compatto e protetto su tre lati da valloni e sul quarto dal castello.
Secondo alcuni, l'attuale nucleo urbano nacque ad opera dei romani che qui trovarono rifugio dalla ferocia dei Visigoti nel 410, secondo altri sorse nel 412 e si chiamò Giulianello, da Giulia, la figlia del re del Ponto relegato in questa plaga del Cimino.
Forse il nome è dovuto ai numerosi vigneti già allora esistenti.
Nell'800 il paese, dopo la sconfitta dei Longobardi, entrò a far parte del Sacro Romano Impero di Carlo Magno fino all'819; passò quindi ad essere amministrato dai monaci benedettini, che vi costruirono un convento fortezza più volte trasformato.
Nel 1169 Federico Barbarossa lo tolse allo Stato Pontificio donandolo a Viterbo; successivamente i consoli di questa città infeudarono Vignanello alla famiglia Ildibrandina, che lo governò per mezzo degli Orsini.
Nel 1280 Viterbo e la famiglia dei potenti Prefetti Di Vico lo tolsero agli Orsini, con i cui discendenti lo disputarono per tutto il secolo XIV e la prima metà del XV.
Passato sotto l'immediato dominio dei Pontefici e governato per essi da vicari appartenenti alle famiglie Nardini, Orsini e Borgia, nel 1513 venne concesso in feudo a Beatrice Farnese, alla quale successe il genero Sforza Marescotti, che diede l'attuale struttura al casello, avvalendosi dell'opera del Sangallo.
Seguì un periodo molto lungo di relativa tranquillità e prosperità che portarono un certo benessere al piccolo centro, nel frattempo numerose furono le opere urbane eseguite: il Palazzo Pretorile, la Casa del Governatore e la Collegiata.
La famiglia Marescotti, da cui ebbe i natali Santa Giacinta, governò il feudo fino alla metà del XVII secolo, a cui successero infine i principi Ruspoli che ressero il paese fino al 1816, quando passò nuovamente alle dirette dipendenze del Governo Pontificio.
Dopo varie vicende nel 1870, caduto il potere temporale dei Papi, Vignanello entrò a far parte del Regno d'Italia.
Castello Ruspoli: fu edificato nel 1280, al tempo di Nicolò III, e sorgerebbe su una precedente struttura Benedettina del IX-XI sec.
La sua ristrutturazione nella forma attuale, forse su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, risale al 1536 ca. è dovuta alla volontà del conte Sforza-Marescotti e alla suocera Beatrice.
Di forma quadrangolare, presenta 4 bastioni, merlature ghibelline ed è circondato da un fossato; pur essendo austero ed imponente ha una certa eleganza tipica delle dimore rinascimentali.
Esso è dotato di un Giardino all’Italiana, voluto nel 1611 da Ottavia Orsini, che è considerato un modello di pregio, perchè è giunto sino a nostri giorni pressochè integro; diviso in 12 parterre rettangolari composti di siepi miste (mirto, lauro-ceraso, bosso, viburno), al centro ha una peschiera in peperino a 4 arcate, circondata da una balaustra, forse opera del Vignola.
Agli angoli dei parterre ci sono spettacolari piante di limoni contenute in vasi di terracotta. 
Chiesa di Santa Maria della Presentazione: costruita nel 1723, per volere di Francesco Maria Ruspali su una precedente chiesa, essa fu progettata da Giovan Battista Contini ed edificata sotto la direzione dell’ architetto Giovan Battista Gazzale. Consacrata nel 1725 da Benedetto XIII.
La facciata è caratterizzata da ordine tuscanico e ionico sovrapposti, l’interno ad aula unica è coperto a botte e nell’abside si trova una preziosa Gloria di angeli, in stucco dorato, che racchiude una Madonna con Bambino opera di Annibale Carracci.
Conserva inoltre una tavola del 1495, che non è sempre possibile ammirare, opera di Giovan Francesco D’Avanzarano detto il Fantastico, raffigurante da un lato la Madonna Orante e dall’altro il Cristo seduto sulle nuvole.
Chiesa di San Sebastiano: edificata nel 1625 per volontà di Ottavia Orsini, essa conserva una tela attribuita al Pomarancio raffigurante l’Incoronazione della Vergine fra S. Francesco e S. Sebastiano, donata alla comunità nel 1626 da Vicino Sforza.
Casini Ruspoli: edificati a partire dal 1722 per volere dei Ruspoli, su progetto degli stessi Contini e Gazzale autori di S. Maria della Presentazione, sono chiamati anche “Palazzo con gli archi” perchè ben cinque sono le arcate dell’ampio porticato che li adorna, sulla sommità della facciata ci sono gli stemmi dei committenti.
Fontana Barocca: fu fatta costruire nel 1673 da Francesco Marescotti per fornire acqua al paese.
Essa è in peperino, con un frontone costituito da due volute che ornano lo stemma dei Marescotti.
L’acqua esce dalla bocca di un mascherone e ricade in una grande vasca.
Chiesa della Madonna del Pianto: costruita in forme circolari nel 1785, con le offerte dei vignanellesi, sul luogo dove era avvenuto un miracolo.
Chiesa di San Giovanni Decollato: ultimata nel 1615, oltre alla volta affrescata, conserva una tela raffigurante l’Immacolata Concezione.
Il paese ha dato i natali a Clarice Marescotti (1589-1640) beatificata nel 1726 e poi canonizzata da Pio VII con il nome di Santa Giacinta nel 1807.
Vignanello è anche ricordata perché ogni estate vi si svolge la festa del vino.